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LA LOTTA MONDIALE CONTRO L’IMPERIALISMO “COSMOPOLITA”

Gen 2, 2019 | articolo, Cultura, Storia, Filosofia

[Quello che segue è un estratto da Il cosmopolitismo borghese e il suo ruolo reazionario, pubblicato su Bol’ševik, periodico teorico e politico del Comitato Centrale del PC(B)US, n° 5, 15 Marzo 1949, pp. 30-41. Il testo, oltre che di grande interesse culturale e storico, mantiene estrema attualità politica. Traduzione a cura di Giovanni Spina]

L’ideologia cosmopolita scaturisce dallo stesso modo di produzione della società borghese. Il cosmopolitismo è la negazione del patriottismo, il suo opposto; esso proclama il disinteresse assoluto verso il destino della Patria. Il cosmopolitismo nega l’esistenza di qualsiasi obbligo morale o civile di un popolo verso la propria nazione e la propria Patria. La borghesia predica il principio secondo cui il denaro non ha nazione, e che, ovunque si possa “far soldi”, ovunque si possano fare “vantaggiosi affari”, proprio là si trova la propria terra. Ecco l’infamia del cosmopolitismo borghese, chiamato ad occultare, camuffare e “nobilitare” l’ideologia anti-patriottica propria dell’uomo d’affari senza radici, del commesso viaggiatore e dell’imbonitore da strapazzo. Questa pericolosa ideologia serve alla borghesia e ai suoi agenti come strumento adatto a giustificare e coprire ogni genere di azione anti-patriottica, di tradimento della nazione e di politica doppiogiochista. Marx ha mostrato che “il patriottismo borghese… è degenerato in una completa menzogna dopo che l’attività finanziaria, commerciale e industriale della borghesia ha assunto un carattere cosmopolita”. (Marx-Engels Archive, Vol. III (VIII), p. 355).

Nell’epoca dell’imperialismo, l’ideologia cosmopolita è un’arma nelle mani degli sciacalli imperialisti che mirano al dominio mondiale. Persino ai tempi della prima guerra mondiale, difendendo il programma bolscevico sulla questione delle nazionalità e lottando per il diritto di autodeterminazione delle nazioni, Lenin scriveva:

L’imperialismo rappresenta la crescita del capitale al di là dei confini nazionali, rappresenta l’espansione e l’acuimento dell’oppressione nazionale su una nuova base storica. Quindi ne consegue esattamente che, nonostante le armi, dobbiamo unirci alla lotta rivoluzionaria per il socialismo per un programma rivoluzionario sulla questione nazionale.” (Works, 4th edition, Vol. 21, page 371-2)

La posizione di Lenin mostra il legame indissolubile della lotta rivoluzionaria per il socialismo con la difesa della sovranità delle nazioni. L’imperialismo conduce essenzialmente alla repressione della sovranità nazionale di ogni popolo e alla sottomissione delle nazioni. Nella politica del più duro degli sfruttamenti dei paesi oppressi e nei progetti di espansione, si cela l’origine del nichilismo nazionale sostenuto dalla borghesia cosmopolita. La sovranità nazionale, la lotta di liberazione delle nazioni oppresse, i sentimenti patriottici dei popoli amanti della libertà e, soprattutto, il poderoso patriottismo del popolo sovietico – tutto ciò continua a rappresentare un serio impedimento alle aspirazioni predatorie dell’imperialismo, ed è quello che impedisce che gli imperialisti portino a compimento i loro piani di stabilire una dominazione mondiale. Nel tentativo di schiacciare la volontà di resistere dei popoli, la borghesia imperialista e i loro agenti, nel campo dei socialisti di destra, predicano volutamente che la sovranità nazionale è ormai superata e che ha fatto il suo tempo, e proclamano la falsità dell’autentico concetto di nazione e dell’indipendenza dello stato.

La cricca delle nazioni dominanti, essendo oggetto dell’espansionismo americano, fa di tutto pur di infangare e biasimare il desiderio delle masse di proteggere la propria sovranità nazionale, così da prestare aiuto all’imperialismo americano. Attaccando violentemente l’aspirazione dei popoli alla difesa della sovranità e dell’indipendenza della propria nazione, gli apologeti dell’imperialismo dichiarano con insolenza “superato” il desiderio di proteggere o conquistare l’indipendenza nazionale o, detto in altri termini, il rifiuto di sottomettersi spontaneamente agli aggressori imperialisti. La predica del nichilismo nazionale è consapevolmente e deliberatamente guidata dagli ideologici dell’imperialismo anglo-americano contro la terra del socialismo e delle democrazie popolari. I popoli delle democrazie popolari, sotto la guida dei comunisti e con il supporto dell’Unione Sovietica, combattono con coraggio e fermezza per la loro indipendenza nazionale. In particolare, i partiti comunisti servono in ogni paese del mondo come gli eredi e i più coerenti difensori delle migliori tradizioni nazionali dei popoli, combattendo in prima linea per la libertà e l’indipendenza. Essi guidano la resistenza nazionale contro le aspirazioni espansionistiche e guerrafondaie dell’imperialismo americano.

Il moderno cosmopolitismo borghese è l’espressione ideologica, finalizzata all’instaurazione di una supremazia mondiale, delle politiche imperialistiche della borghesia reazionaria delle grandi potenze capitaliste. La lotta per il dominio e lo sfruttamento del mondo, da parte di un pugno di monopoli capitalisti, deriva inevitabilmente dall’ineguale sviluppo economico e politico del capitalismo nell’epoca dell’imperialismo. “La supremazia globale,” osservava Lenin, “è, in breve, il mantenimento delle politiche imperialistiche, la continuazione delle quali è la guerra imperialista”.

L’imperialismo americano, nella situazione attuale, si rivela come il pretendente al dominio mondiale. E così si spiega il fatto che proprio gli ideologi dell’imperialismo americano emergono, oggi, come i più violenti propagandisti del cosmopolitismo. Gli imperialisti americani hanno scelto l’odierno cosmopolitismo come arma nella lotta ideologica per il dominio del mondo. Servendosi di una propaganda cosmopolita, l’imperialismo americano dirige la preparazione ideologica per il compimento delle sue mire espansionistiche e guerrafondaie. L’ideologia del cosmopolitismo borghese serve come copertura di convenienza per le attività sovversive di spie e sabotatori agli ordini dei servizi segreti stranieri. Sotto la fraseologia cosmopolita, in falsi slogan sulla lotta all’“egoismo nazionalistico”, si nasconde il volto brutale dei fomentatori di una nuova guerra, che tentano di diffondere la grottesca idea di un dominio americano per il mondo. Dai circoli imperialisti statunitensi, si dirama oggi la propaganda della “cittadinanza globale” e di un “governo universale”.

Il vero senso di questa propaganda è stato smascherato dal compagno A. A. Zdanov nel suo resoconto alla conferenza di alcuni dei rappresentanti dei partiti comunisti: “Alcune delle direzioni della ‘campagna’ ideologica che si accompagnano ai piani per l’assoggettamento dell’Europa” dice il compagno Zdanov, “costituiscono un attacco al principio di sovranità nazionale, nonché una chiamata al rifiuto del diritto di sovranità dei popoli e, in opposizione a esso, sostengono l’idea di un ‘governo universale’”. Il senso di questa campagna è quello di accrescere l’espansione incontrollata dell’imperialismo americano, il quale viola sconsideratamente il diritto di sovranità, e di presentare gli Stati Uniti come gli alfieri dei diritti umani; e di dipingere, d’altra parte, come seguaci di un nazionalismo ‘egoistico’ coloro i quali si oppongono all’influenza americana.

Il patriottismo delle masse popolari serve ai lavoratori come una potente arma spirituale, nella lotta per la libertà e l’indipendenza della nazione. Avversa al patriottismo, la borghesia cosmopolita persegue l’obiettivo del disarmo ideologico dei popoli che si oppongono all’espansione imperialista americana. Con l’appoggio della propaganda cosmopolita, la borghesia occidentale e i loro agenti, nelle persone di Blum, Bevin e Schumacher e dei loro simili, aspirano a giustificare il tradimento della loro nazione, e a preparare il terreno ideologico per la totale resa di questi paesi dinnanzi all’imperialismo americano.

Il compagno A.A. Zdanov ha mostrato che il cosmopolitismo borghese, e in particolare l’idea di un “governo mondiale”, possiede una notevole connotazione antisovietica. “L’appropriazione dell’idea di un ‘governo mondiale’ di un certo numero di sognatori e pacifisti da parte dell’establishment borghese” dice il compagno Zdanov, “è utilizzata non solo come strumento per spingere al disarmo ideologico dei popoli che si battono per l’indipendenza dalle ingerenze dell’imperialismo americano, ma allo stesso tempo come uno slogan espressamente in opposizione all’Unione Sovietica, la quale difende costantemente e ripetutamente il principio di eguali diritti e di difesa dei diritti sovrani dei ogni popolo, grande o piccolo.

Alimentato dai piani guerrafondai anglo-americani per il dominio del mondo, l’odierno cosmopolitismo non è altro che il volto immondo del nazionalismo sregolato e del razzismo della borghesia anglo-americana. Il cosmopolitismo e il nazionalismo non sono contrapposti, bensì costituiscono i due lati della medesima ideologia borghese e imperialista. Il cosmopolitismo era da sempre una mera facciata, un travestimento per il nazionalismo. A tempo debito, smascherando i borghesi “veri socialisti” tedeschi, Marx e Engels scrissero con indignazione: “… una così limitata visione del mondo nazionalista sta alla base del presunto universalismo e del cosmopolitismo tedesco”. (K. Marx, F. Engels, Works, Vol. IV, p. 464).

La ricerca dei propri interessi, da parte dei monopoli capitalisti e della borghesia nazionalista militante anglo-americana, si trova alla base dell’istituzione del cosmopolitismo borghese. La predica degli ideali cosmopoliti, esportati dagli Stati Uniti, di una “cittadinanza mondiale,” di un “governo universale”, di un “potere mondiale”, e di uno “stato sovranazionale” etc., serve come travestimento ideologico del nazionalismo anglo-americano. Lenin ha rivelato l’origine, le radici del cosmopolitismo borghese. V.I. Lenin scriveva:

…l’unione degli imperialisti di tutti i paesi, l’unione, naturale ed inevitabile, che non conosce alcuna patria, nel nome della difesa del capitale, ha dimostrato, attraverso i grandi episodi più significativi della storia mondiale, che il capitale pone il mantenimento dell’alleanza tra i capitalisti di tutti i paesi contro i lavoratori al di sopra degli interessi della patria, del popolo e di qualunque altra cosa.”

Lenin ha dimostrato qui che la borghesia colloca la protezione dei suoi interessi di classe “al di sopra degli interessi della patria, del popolo e di qualunque altra cosa”, che nel nome della difesa dei propri interessi di classe la borghesia crea “un’unione degli imperialisti di tutti i paesi” contro i lavoratori.

La formazione di una nuova situazione internazionale a seguito della seconda guerra mondiale – la crescita del potere dell’Unione Sovietica e della sua autorità, il ritirarsi del sistema imperialista dalle democrazie popolari, le tendenze di sinistra presso le masse popolari dei paesi capitalisti, la crescita colossale della forza del socialismo e della democrazia nel mondo intero, la crescita dei movimenti di liberazione nazionale dei paesi coloniali e semi-coloniali – tutto ciò provoca un disprezzo maligno nel campo imperialista e anti-democratico guidato dagli Stati Uniti, i quali si sono prefissi come principale obiettivo la lotta contro il socialismo e la democrazia.

L’odierno cosmopolitismo con la sua vocazione al ripudio della sovranità nazionale, con le sue nozioni di “governo mondiale” e di creazione degli “Stati Uniti d’Europa” etc. costituisce una “base” e una “consacrazione” dell’assembramento dell’“unione degli imperialisti” sotto l’egida americana nel nome della lotta contro le masse che lavorano duramente, contro l’Unione Sovietica e le democrazie popolari, contro la crescita inarrestabile delle forze socialiste e democratiche nel mondo intero. Il cosmopolitismo borghese è sin dal principio l’ideologia profondamente reazionaria della borghesia imperialista, un vessillo ideologico del campo imperialista e antidemocratico. Pertanto, la lotta contro il cosmopolitismo borghese è una lotta indispensabile e di primaria importanza nella lotta contro l’imperialismo e la decadente ideologia borghese.

F. Chernov

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