IL PRIMATO MONDIALE DELLA CINA NELLA SCIENZA E TECNOLOGIA

Feb 21, 2026 | articolo

Di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli

La Cina (prevalentemente) socialista costituisce, dall’inizio del 2021, l’unica nazione che ha una propria autonoma e operativa stazione spaziale, la Tiangong.

In tale struttura i cosmonauti cinesi sono riusciti a vivere e lavorare senza sosta per sei mesi, mentre si compiono utilizzando l’assenza di gravità centinaia di esperimenti nei campi della scienza dei materiali, biomedicina, comunicazioni laser e test sugli orologi atomici.

Mentre poi le “avanzate” metropoli imperialiste per alcuni anni hanno fatto fatica a implementare a livello di massa la tecnologia del 5G, Pechino invece punta già ora, chiaramente e in tempi brevi, a costruire con successo il processo di sviluppo del sistema 6G.

Proprio a febbraio del 2026 gli scienziati cinesi hanno effettuato alcuni progressi rivoluzionari nei settori delle comunicazioni ottiche e del sopracitato 6G: la struttura integrata di comunicazione “fibra-wireless”, sviluppata autonomamente in Cina, ha infatti stabilito un nuovo record nella velocità di trasmissione dei dati, esperimento i cui risultati sono stati testati e poi pubblicati il 16 febbraio di quest’anno sul sito web dell’insospettabile rivista Nature.

Dal 2022 la Cina risulta inoltre superiore agli Usa per produzione scientifica nelle scienze naturali secondo il Nature Index, un particolare database che traccia la pubblicazione di articoli scientifici di alta qualità: e da allora il vantaggio di Pechino su Washington ha continuato ad aumentare.

Nel 2025 la Cina ha prodotto il 70% delle auto elettriche mondiali, spende circa un terzo degli investimenti planetari in energia rinnovabili, contro il 15% degli Stati Uniti, mentre le aziende farmaceutiche cinesi iniziano più studi clinici di quelle statunitensi ed europee.

Il gigantesco paese asiatico costituisce anche il primatista nelle energie rinnovabili: nel corso del 2025 il quotidiano anticomunista Il Sole 24 Ore ha annunciato che la Cina aveva prodotto l’anno precedente quasi la metà dell’energia fotovoltaica ed eolica mondiale, oltre a creare 80% dei pannelli solari di tutto il globo.

Nel febbraio del 2026 decine di androidi hanno festeggiato a Pechino il Capodanno cinese eseguendo una complessa coreografia di arti marziali, con salti e capriole, mentre nel 2025 quasi il 90% dei robot umanoidi venduti nel mondo risultava di produzione cinese.

Solo androidi?

Per niente.

Nel processo di produzione dei robot industriali, infatti, la gigantesca nazione asiatica nel 2023 ha fatto uscire dai suoi stabilimenti ben 300000 robot, corrispondenti a più della metà dell’intera produzione del pianeta.

L’insospettabile quotidiano New York Times ha ammesso, in un suo articolo e citando l’International Federation of Robotics, che la Cina guida il mondo nell’utilizzo di robot industriali con oltre due milioni di robot attivi nelle sue fabbriche durante il 2023. Sempre in quell’anno le aziende cinesi avevano installato circa 300.000 nuovi robot, mentre gli Stati Uniti, al terzo posto, ne avevano messi in funzione solo 34000 mila.

Il rapido processo di riproduzione allargata della Cina in questo settore è continuato senza sosta anche nel biennio 2024-2025, con prospettive molto rosee per il futuro.

Sempre Pechino ha detenuto nel 2025 circa il 60% dei brevetti mondiali riguardanti l’intelligenza artificiale, mentre nell’IA generativa i brevetti cinesi ammontavano a 38000 dal 2014 al 2023, contro i 6200 degli Stati Uniti durante lo stesso periodo.

Fatte tali premesse e avendo a disposizione tali dati, non sorprende troppo che l’insospettabile Fondo Monetario Internazionale abbia ammesso che nel 2025 il prodotto interno lordo cinese a parità di acquisto sia risultato equivalente a 41020 miliardi di dollari: ossia un quarto in più rispetto a quello statunitense, collocatosi invece a quota 30600 miliardi di dollari.

Ma non solo.

In un elaborato e lungo rapporto pubblicato nel 2025, infatti, l’istituto di ricerca Australian Strategic Policy Institute ha fatto emergere che la Cina Popolare risulta ormai all’ avanguardia nel campo della ricerca in quasi il 90% delle tecnologie cruciali del nostro tempo, all’inizio del terzo millennio.

Pechino si è assicurata il primo posto in 66 di queste forme avanzate di tecnologia, tra le quali si trovano anche la biologia sintetica e i satelliti, mentre Washington ha mantenuto la leadership nei rimanenti altri otto settori, inclusi informatica quantistica e geoingegneria.

Il cambiamento in atto a livello planetario si rivela in ogni caso ancora più radicale e profondo se ci si ricorda che i dati allora disponibili indicavano che gli Stati Uniti, all’inizio di questo secolo, si mantenevano ancora primatisti in oltre il 90% dei rami scientifici e tecnologici valutati, contro il solo 5% della Cina.

Si tratta di un sorpasso epocale e clamoroso, ma che i massmedia occidentali – ivi compresi gran parte di quelli di sinistra, anche di matrice antagonista – cercano di mettere sotto silenzio.

Fonti:

“La stazione spaziale cinese Tiagong verso il futuro: nuovi moduli e maggiori capacità per astronauti ed esperimenti”, 15 maggio 2025, in ersaf.it; “Cina: nuovi progressi scientifici nel campo delle comunicazioni ottiche e del 6G”, 19 febbraio 2026, in italian.cri.cn; “La Cina è leader nella ricerca delle tecnologie cruciali: è un cambiamento radicale in questo secolo”, 15 dicembre 2025, in lescienze.it; “PIL (PPA) per paese (2025)-FMI”, in worldometers.info; “La Cina è la regina delle energie rinnovabili, solare ed eolico”, 23 febbraio 2025, in ilsole24ore.it; M. Orioles, “La Cina già domina l’industria dei robot”, 5 ottobre 2025, in startmag.it

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