PICCONATE ALLA MITOLOGIA SIONISTA

PICCONATE ALLA MITOLOGIA SIONISTA
Pubblichiamo questo pregevole saggio di Pietro Terzan, scaricabile in formato PDF, riportandone di seguito l’Introduzione.
Introduzione
Il saggio Picconate alla mitologia sionista propone una riflessione critica sulle origini e sull’evoluzione del sionismo, analizzandolo come movimento politico e ideologico attraverso una prospettiva anticolonialista e antimperialista.
L’autore si pone l’obiettivo di mettere in discussione alcune narrazioni dominanti sulla storia dello Stato di Israele, sostenendo che esse abbiano contribuito a oscurare il ruolo del colonialismo d’insediamento, dell’espulsione e del genocidio della popolazione palestinese e delle responsabilità delle grandi potenze occidentali.
L’analisi prende avvio dall’esame di quelli che vengono definiti i principali “miti” del sionismo: l’idea di una Palestina selvaggia e deserta prima dell’immigrazione ebraica, la rappresentazione di Israele come unica democrazia del Medio Oriente, la concezione della sicurezza come principale motore della politica israeliana e il rapporto oscuro tra sionismo e memoria della Shoah.
L’autore dedica ampio spazio ai rapporti tra le principali correnti del sionismo e diversi governi europei del Novecento, affrontando anche il controverso tema delle relazioni tra organizzazioni sioniste, Italia fascista e Germania nazista. Su questi aspetti il testo richiama numerosi studi e documenti storici, proponendo una lettura che intende evidenziare convergenze politiche e tattiche, affinità ideologiche, quasi sempre escluse dal dibattito pubblico.
Il saggio approfondisce inoltre la storia della resistenza palestinese, dalla rivolta araba degli anni Trenta fino agli sviluppi più recenti del conflitto, interpretando la Nakba del 1948 e gli eventi contemporanei come momenti di un unico processo storico caratterizzato dalla continuità delle pratiche coloniali. Vengono analizzati anche il ruolo delle organizzazioni paramilitari sioniste, le politiche del Mandato britannico e l’evoluzione delle relazioni tra Israele e le principali potenze occidentali. Nel corso dell’opera sono frequenti i confronti con altri casi storici di colonialismo e segregazione razziale, ampio spazio è dedicato agli intrecci tra sionismo e fascismo.
Nel complesso, il saggio si presenta come un contributo di forte impronta politica e storiografica che intende stimolare una rilettura critica della storia del sionismo.
Attraverso un vasto apparato di fonti e riferimenti bibliografici, l’autore invita il lettore a confrontarsi con interpretazioni alternative rispetto alla narrazione egemone.
La lotta al revisionismo storico dilagante è un momento fondamentale di resistenza al dominio del totalitarismo liberale. L’enorme contraddizione politica della questione palestinese, riesplosa negli ultimi anni grazie alla dignità mai doma degli oppressi che vivono nella loro terra da secoli e secoli, simile per risonanza internazionale al terremoto politico scaturito dalla guerra imperialista in Vietnam, è un nodo decisivo dell’attuale Terza Guerra Mondiale a pezzi, da comprendere ed analizzare in profondità.
La questione palestinese in generale e tutto ciò che abbraccia è una delle principali manifestazioni della crisi dell’ordine internazionale costruito dagli Stati Uniti dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Il sostegno occidentale a Israele e il legame collaborazionista non rappresentano soltanto una scelta di politica estera, ma uno degli strumenti attraverso cui Washington e i suoi alleati cercano di preservare la propria egemonia in Medio Oriente in una fase caratterizzata dall’emergere di un sistema mondiale sempre più multipolare e di un declino relativo dell’imperialismo statunitense.
Il caso palestinese assume così un valore paradigmatico, diventando il punto di incontro tra questione coloniale, trasformazioni dell’imperialismo e ridefinizione degli equilibri mondiali.
Comprendere tali processi risulta essere una condizione necessaria per sviluppare un’analisi politica capace di collegare la solidarietà con il popolo palestinese alle più ampie battaglie contro il riarmo, la NATO, la subordinazione delle politiche europee agli interessi strategici statunitensi.
In questa prospettiva, il genocidio in Palestina non è una vicenda isolata, ma uno dei nodi centrali della trasformazione dell’attuale sistema internazionale e della crisi della supremazia occidentale.
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